Ci sono paesaggi che sembrano nati così.
In realtà sono il risultato di migliaia di gesti ripetuti nel tempo.
I noccioleti della Val Bormida sono uno di questi. Seguono l'andamento delle colline, accompagnano i sentieri, delimitano cascine e piccoli borghi. Più che una coltivazione, rappresentano un modo di abitare il territorio.
Quando il paesaggio nasce dal lavoro
Osservando la Val Bormida dall'alto, è difficile distinguere dove finisca la natura e dove inizi il lavoro dell'uomo.
I noccioleti si inseriscono con naturalezza tra boschi, prati e piccoli vigneti, seguendo il ritmo delle stagioni senza alterare l'equilibrio delle colline. Le file ordinate degli alberi accompagnano i versanti, disegnando un paesaggio che cambia continuamente con la luce, il vento e il colore delle foglie.
È una presenza discreta. Non occupa il territorio. Lo interpreta.
La coltivazione della Nocciola Piemonte IGP rappresenta ancora oggi una delle attività agricole più importanti della valle e contribuisce a mantenere vivo un patrimonio di conoscenze tramandate tra generazioni.
Nei comuni di Cortemilia, Castino, Torre Bormida, Perletto e Levice, il nocciolo continua a essere parte della quotidianità. Qui la raccolta segue ancora il ritmo dell'estate e dell'inizio dell'autunno, quando il terreno si riempie dei frutti appena caduti e il lavoro si sposta lentamente tra un filare e l'altro.
Una qualità che nasce dall'equilibrio
La qualità della nocciola non dipende soltanto dalla varietà coltivata.
Conta il terreno. Conta l'altitudine. Conta l'esposizione al sole. Conta il tempo.
Le colline della Val Bormida offrono un ambiente particolarmente favorevole: suoli ben drenati, buona ventilazione e forti escursioni termiche tra il giorno e la notte accompagnano la maturazione dei frutti senza forzature.
Per questo motivo ogni raccolto conserva caratteristiche proprie, legate all'andamento della stagione e alle condizioni naturali dell'anno.
Dietro ogni nocciola esiste un'agricoltura che lavora con misura. Le aziende sono spesso di dimensioni familiari. Molte coltivazioni vengono curate direttamente da chi vive questi luoghi ogni giorno, mantenendo un rapporto continuo con il paesaggio e contribuendo alla manutenzione delle colline, dei terrazzamenti e dei sentieri rurali.
Più di un ingrediente
Per chi arriva in valle, la nocciola è naturalmente protagonista di molti dolci, biscotti e creme artigianali. Ma ridurla a un ingrediente sarebbe limitante.
La Nocciola Piemonte IGP racconta soprattutto una cultura agricola che continua a plasmare il territorio. Racconta aziende che aprono le porte ai visitatori. Piccoli laboratori dove la trasformazione avviene ancora su scala artigianale. Mercati locali, botteghe e produttori che conoscono ogni collina da cui provengono i raccolti.
Per chi sceglie di vivere in Val Bormida, tutto questo entra nella quotidianità.
È questa continuità a rendere la nocciola uno dei simboli più autentici della valle.
Non perché sia il prodotto più famoso. Ma perché contribuisce, giorno dopo giorno, a mantenere vivo il paesaggio che la rende riconoscibile.