In Valle Bormida la nocciola disegna il paesaggio e scandisce il lavoro delle stagioni. Intorno a Cortemilia, Torre Bormida e Cravanzana i noccioleti occupano pendii, piccoli pianori e antichi terrazzamenti, unendo la coltivazione contemporanea alla paziente trasformazione delle colline compiuta dalle comunità rurali.
Protagonista è la Tonda Gentile, varietà simbolo dell'Alta Langa e cuore della Nocciola Piemonte IGP. Il frutto è apprezzato per il guscio sottile, la buona resa e soprattutto per l'aroma che si intensifica con la tostatura. Prima di arrivare in pasticceria, però, richiede mesi di cura: potatura, gestione del terreno, controllo delle piante e raccolta dei frutti caduti a maturazione.
Dal noccioleto alla tostatura
L'esperienza può iniziare con una passeggiata nel noccioleto per riconoscere la pianta, le infiorescenze e le diverse fasi di sviluppo. A fine estate il racconto si concentra sulla raccolta; negli altri periodi permette di osservare come clima, esposizione e lavoro agricolo influenzino la qualità finale.
Nel laboratorio si seguono essiccazione, sgusciatura, cernita e tostatura. Assaggiare la nocciola cruda e poi tostata rende immediata la trasformazione: il calore riduce l'umidità, facilita il distacco della pellicina ed esalta i profumi. Dallo stesso frutto nascono granella, farina, pasta pura, creme, torte e piccoli dolci della tradizione.
Una degustazione guidata può mettere a confronto consistenze e lavorazioni, aiutando a distinguere la nocciola da prodotti in cui zuccheri o altri ingredienti ne coprono il carattere. Visite, dimostrazioni e attività di raccolta dipendono dalla stagione e dalla disponibilità delle aziende e devono essere prenotate in anticipo.
Dalla Terra della Valle Bormida alle mani che le lavorano : ogni nocciola racchiude il tempo, la cura e il sapore autentico delle cose fatte bene.