Saliceto sorprende fin dal primo passo. Più ligure che piemontese per atmosfera e impianto urbano, conserva nel centro storico un dedalo di caruggi: vicoli stretti, tortuosi, spesso voltati o ombreggiati dalle case addossate, tipici dei borghi costieri della Liguria. Qui non sono solo strade, ma corridoi di pietra che si stringono, si piegano, si aprono all’improvviso in piccole piazze.
Il Rinascimento ha lasciato un’impronta forte in questo angolo di Piemonte. Il Castello di Saliceto, visitabile, domina l’abitato con proporzioni eleganti e struttura solida, segno di una stagione in cui il potere si esprimeva attraverso misura e simmetria più che attraverso la sola difesa.
Caruggi liguri nel cuore dell’Alta Langa
Accanto, la chiesa parrocchiale di San Lorenzo è una sorpresa inattesa. La facciata, ricca di decorazioni, grottesche e simboli anche di matrice pagana, unisce fantasia ornamentale e proporzioni di chiara ispirazione bramantesca. È un edificio che parla il linguaggio del Rinascimento padano, ma con accenti originali, quasi sperimentali per queste latitudini.
A pochi chilometri, nella frazione Lignera, si trova la chiesetta romanica di San Martino, visitabile chiedendo le chiavi ai residenti. L’interno custodisce affreschi gotici tra i più significativi dell’Alta Langa, attribuiti alla scuola monregalese, che proprio in queste valli conobbe una stagione di particolare vitalità artistica tra XIV e XV secolo. Le figure, i colori e le scene sacre raccontano una devozione popolare raffinata, capace di raggiungere livelli espressivi sorprendenti in un contesto rurale.