La cucina della Valle Bormida nasce dall’incontro tra l’Alta Langa e l’entroterra ligure. Noccioleti, cereali, allevamento, castagneti e orti hanno costruito una tavola concreta, mentre le antiche vie verso il mare hanno introdotto ingredienti conservabili come acciughe e merluzzo.
L’esperienza può iniziare in una cascina, osservando il ciclo della nocciola — raccolta, essiccazione, sgusciatura e tostatura — e incontrando altri gesti della vita agricola, dalla lavorazione dei cereali alla cura degli animali. Quando disponibile, la visita può concludersi con un assaggio guidato dei prodotti ottenuti.
Un paesaggio che si assaggia
Il pranzo diventa la parte centrale del racconto: pasta fresca, ripieni, verdure di stagione, carni, funghi, castagne e nocciole cambiano secondo il paese e il periodo dell’anno. Il valore dell’esperienza sta nel riconoscere una cucina nata per utilizzare bene ciò che la terra offriva.
Dopo tavola, Albaretto della Torre permette di collegare il gusto alle antiche vie del sale. La tradizione del lancio del merluzzo e il percorso sensoriale dedicato a questo pesce ricordano come prodotti arrivati dal mare siano diventati parte dell’immaginario delle colline.
La giornata può chiudersi con un aperitivo di piccoli assaggi ispirati alle ricette locali: una conclusione leggera che riunisce il filo dell’itinerario tra campi, scambi, memoria contadina e creatività contemporanea.